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L’Amore ha tante facce ma un solo cuore

L’Amore è un ‘energia universale naturale. E’ la forza che muove il mondo, il motore della vita, il fuoco dell’Anima, il faro nella notte…… e come queste di definizioni sull’Amore ne potrete trovare infinite. Ma per capire fino in fondo di cosa stiamo parlando, è necessario rappresentare anche l’altra faccia di questa energia che seppure “divina”, spesso assomiglia più ad una catastrofe naturale, ad uno spettacolo di gladiatori nell’arena, ad un patibolo col boia incappucciato che aspetta solo il momento giusto per  decapitarci.

L’Amore ti trova, ti invade, rapisce i tuoi sensi e la tua mente e nello stesso tempo può deluderti, schiacciarti, confonderti fino a lasciarti in un angolo buio da solo a leccarti le ferite. Ma in fondo siamo tutti sulla stessa “barca”, accomunati da questo Amore che ha tante facce ma un solo cuore.

Parlando dell’Amore potremmo paragonarlo ad una giostra.. Si sale, si scende, si cerca di scegliere il cavallino più bello pensando di non lasciarlo mai ad un altro bambino. Eppure accade di dover rinunciare, di guardare con invidia chi ha scelto la navicella spaziale o la motocicletta più colorata….senza pensare che ognuno di noi è diverso dagli altri anche se saliamo  tutti sulla  stessa ….. barca.

L’ Amore ha tante facce

L’energia dell’Amore è  parte integrante della vita  di ognuno di noi.

Amare è sinonimo di altruismo, generosità, libertà……

Ma non tutti amiamo e siamo amati nello stesso modo e soprattutto a nessuno di noi è stato insegnato che cosa è realmente l’Amore e come si dovrebbe amare.

Chi ha avuto la “fortuna” o spesso  il “caso” di nascere e crescere in famiglie accudenti, “sane”, generose d’amore, parte sicuramente avvantaggiato in questa corsa disperata a chi arriva prima sopra la giostra più bella.

In base a come siamo stati amati dai nostri genitori impariamo ad amare noi stessi e gli altri.

I modelli di relazione amorosa nascono infatti nell’infanzia a seguito dell’osservazione, seppur inconsapevole,  e dell’assimilazione dello scambio affettivo tra i nostri genitori e le persone che ruotano all’interno della nostra famiglia.  Naturalmente se questi modelli relazionali sono stati positivi, il bambino cresce imparando a maneggiare l’amore, il rispetto e la responsabilità. Ma se capita, e capita spesso purtroppo, che siano proprio i nostri genitori ad insegnarci l’egoismo affettivo e il giudizio, il bambino cresce proteggendosi dalle forme di relazione amorosa e dal rischio di amare davvero.

Giulia è una giovane donna di 28 anni. Ha chiesto il mio aiuto perché ha paura di non saper amare.

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Parlando della sua famiglia Giulia descrive così i suoi genitori:

“…..Mia madre si è sacrificata sempre per noi, intendo per mio padre, per me e mia sorella. Ha rinunciato addirittura a finire l’università perché sono nata io …… Sempre presente, accorta, a sempre detto che viveva per noi…. ma io sinceramente tutto questo amore oggi….. non riesco proprio a vederlo…..Per quanto riguarda mio padre….. be’ … mio padre…. e chi lo ha mai visto…(sorride)…. è stato sempre un gran lavoratore, senza grilli per la testa. Lo vedevo la mattina presto  e la sera a cena….. ma era sempre così stanco…. che a mala pena riusciva a parlare con noi, a meno che non litigasse con  mia madre che non gliene ha mai fatto passare una……Mia sorella ed io ci siamo sempre chieste il perché di quella ostinazione…. perché più che di amore tra loro due si trattava di questo!…….Apparentemente sembravamo una famiglia come tante altre…. ma io non ricordo di aver mai visto i miei genitori abbracciati sul divano, o stringersi semplicemente la mano…. e credo che non sia normale! Solo di una volta ricordo…… non so quanti anni avessi ma mia sorella era ancora piccola….. li vidi guardare un film insieme alla tv, abbracciati, un pomeriggio di domenica… ricordo ancora il mio stupore misto ad una gioia indimenticabile…. chiamai a bassa voce mia sorella e ci mettemmo ad osservarli di nascosto dietro la porta….. per non disturbarli. Questo è l’unico ricordo che ho dei miei genitori sereni insieme.

Anna ha 42 anni. Viene in terapia a seguito della sua separazione dal marito e della fine della sua successiva relazione. Ha paura che non riuscirà più ad innamorarsi.

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Parlando della sua famiglia racconta questo:” ….Quante gliene ho viste prendere a mia madre…. non di botte ma di mortificazioni e insulti. Ha subito per anni in silenzio gli attacchi di mio padre, le violenze psicologiche perché a lui…. quello che faceva lei non andava mai bene……nonostante …poverina… ce la mettesse tutta . Ma lei era cresciuta in orfanotrofio ed era alla sua prima esperienza… Era rimasta incinta a 18 anni e non ha mai avuto nessuno che le avesse insegnato come mandare avanti una casa e come crescere dei figli….. ha fatto anche troppo….. Provo tenerezza per lei …. Di mio padre… che posso dire….. un uomo pieno di sé, arrogante…. che solo perché aveva fatto il geometra si sentiva dieci gradini più in alto di lei….. e ogni giorno glielo faceva pesare…. anzi lo faceva pesare a tutti… tanto che spesso si metteva in mezzo anche mio fratello….. iniziando ad urlargli addosso quando esagerava con mamma….. tanto lei non rispondeva mai…..!

Due donne diverse, due storie familiari diverse eppure la stessa paura e incapacità di amare e di essere amate. Due facce,  due piccolissimi esempi di come l’amore, nonostante sia il sentimento più naturale del mondo, possa diventare un vero, grande problema.

Giulia, più che di amore, ha fatto esperienza di sacrificio, di dedizione, di perseveranza; sua madre si è sacrificata per lei , ha rinunciato a tutto ma questo non è amore. Amare significa prima di tutto rispettare noi stessi, amarsi, per poi poter donare amore incondizionato ad un’altro essere umano.

Anna ha interiorizzato un modello di relazione affettiva basato sul giudizio, la critica, la mortificazione e la disparità. Continua a riproporre l’immagine della donna su cui l’uomo gigante punta il dito. Sia il suo ex-marito che il suo compagno successivamente l’hanno lasciata senza neanche una spiegazione. E lei continua a dare a se stessa la colpa.

Quando finisce un amore…….

Alzi una mano a chi non è mai capitato di avere il “cuore spezzato” per amore.

Senza paura si faccia avanti quell’uomo che non ha mai detto la frase:“… forse è meglio prendersi una pausa di riflessione…..”,  insieme a quella donna che giura di non ricordare quella volta in cui disse:“sei un così bravo ragazzo, io non ti merito!….”.

E come in un copione, si ripete ogni volta la dinamica della VITTIMA e del CARNEFICE, polarità arcaica che continua a raccontarsi, da tempi immemorabili, alle cene di single accaniti che piuttosto di rischiare di innamorarsi di nuovo, e quindi di soffrire, preferiscono passare decine d’anni a lamentarsi dei fidanzati degli altri cercando di far lasciare anche loro …

Sto parlando di quelle persone che passano il sabato pomeriggio a cercare qualcuno che gli faccia compagnia la sera. Se si parla di donne alla fine ci si ritrova in tre o quattro al cinema a vedere film d’amore struggenti o cinici, che come comune denominatore hanno gli stessi fiumi di lacrime, già piante ma non ancora esaurite.

Quando si parla di uomini invece la scenetta del sabato diventa questa: un giro nei pub più esclusivi della zona, raccattando “falsi amici” e chi come loro è alla ricerca disperata di un compagno di bevute, perché alla fine tutte le ragazze, donne o signore normali presenti sono per il 90% accompagnate e per  il restante 10% o troppo giovani, o troppo aggressive, o  dannatamente “a caccia” che l’uomo single spesso ne è spaventato, sempre per la solita paura di soffrire per amore.

E così di sabato in sabato i nostri giorni passano all’insegna della solitudine, come se attraversassimo una grande fiumana di gente controcorrente!images-61

Ma questa cornice di “chiacchere da banco” rappresenta solo una delle tante facce delle nostre relazioni d’amore.  Perché alla fine, anche se tutti noi almeno una volta ce la siamo raccontata proprio così, sappiamo che il sabato sera c’è anche chi è felice semplicemente.

Sto parlando di tutte quelle persone che si amano e che rischiano ogni volta di cadere nella “trappola” dell’ amore ma che alla fine scelgono più il rischio che la tranquillità. Parlo di quelle persone che quando sentono il cuore battere non sanno resistere e si mettono in gioco invece di scappare e chiamare ..”all’ lupo… all’ lupo!” finché il lupo non arriva davvero……

Parlo di tutti quelli che , nonostante abbiano accumulato tante batoste da compagni insospettabili, hanno ancora la forza per guardare avanti e tendere una mano a chi, come loro, è ancora in cerca d’amore.

L’amore è un’energia così potente  e universale che non può perdersi soltanto nel rancore o nella rabbia di un amore deluso. E’ vero, in un primo momento sembra che tutto sia finito, addirittura che sia finita la vita; non c’è più luce, solo ombre di sogni infranti, dolore, angoscia, incomprensioni e tante, tante  sospensioni. C’è chi scappa di fronte ad un amore difficile, senza neanche avvertire l’altro, credendo che dell’amore si possa fare a meno e chi invece ha coraggio da vendere e resiste, anche quando siamo elefanti in un negozio di cristalli, e si aggrappa ancora all’idea dell’amore che diventa di nuovo un traguardo.

Ma poi, accade qualcosa di totalmente inaspettato. Il nostro cuore accartocciato e freddo torna a battere, a desiderare, ad amare davvero, anche più dell’ultima volta. Ad ogni battito un po’ di dolore scompare fino a far tornare la gioia, il sorriso, la sensazione che la vita poi non è così insensata,  e che spesso è vero che toglie ma forse solo per dare di più.

Quando si chiude una porta … spesso si apre un portone!

Quindi, gente dai cuori infranti che a mala pena oggi vi alzate dal divano, ricordate che quando finisce un amore……. non significa che l’Amore sia finito.Unknown-4

Siamo solo ad un altro giro di giostra, come scriveva  Terzani parlando della Vita,  dove bisogna imparare a lasciar andare ciò che si è perso senza chiudere gli occhi a ciò che sta arrivando, ancora!

 

 

Dott.ssa Gaia Spagnoli, psicologo, psicoterapeuta psicosintetico. Riceve su appuntamento. Per info corsi e psicoterapia anche via Skype chiamare al numero 347/7620657.

Autore

Gaia Spagnoli

Gaia Spagnoli

Psicologa e psicoterapeuta. Si occupa del disagio psicologico negli adulti e negli adolescenti. Svolge psicoterapia individuale, di coppia, familiare e di gruppo.

2 Commenti

  • Salve dottoressa, che ne pensa del poliamore?
    è veramente possibile? io e la mia migliore amica ci siamo innamorate dello stesso uomo. è una situazione strana, ci vogliamo tutti e tre molto bene, un bene molto profondo. è una cosa nuova che non ho mai vissuto. che ne pensa?

    • Cara Agnese, l’amore è una forma di affetto profondo, intimo…… succede spesso che più persone contemporaneamente provino un sentimento condiviso, un ‘attrazione, un’empatia profonda , un “Amore” che spesso prende forme insolite, diverse dalle ordinarie. Come ha scritto lei, il vostro è un bene profondo, un sentimento puro, genuino, che ad oggi non può far male. Probabilmente il tempo trasformerà la vostra forma in qualcosa di diverso, questa relazione cambierà gradualmente di pari passo con le esigenze che tutti e tre avrete. Perché tutto è in divenire, anche gli amori “normali”…… per cui siate accorti e d elastici ad osservare quel che accadrà nel rispetto di tutti e tre. Sicuramente sarà una grande esperienza da trattenere in fondo al cuore…..

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