Crisi e conflitti

Le emozioni distruttive: lavorare con la rabbia

“La rabbia è dentro di noi sotto forma di seme. Abbiamo in noi anche i semi dell’amore e della compassione. Nella nostra coscienza ci sono molti semi negativi; la pratica consiste nell’evitare di innaffiare i semi negativi e nell’identificare e innaffiare tutti i giorni quelli positivi. Questa è la pratica dell’amore.”

Thich Nhat Hanh

Le emozioni e la distruzione, lavorare con la rabbiaNon è facile parlare della rabbia perché all’interno di questa parola si trovano le tante sfumature espressive di un’energia difficilmente gestibile dalluomo.

Ognuno di noi si trova periodicamente a fare i conti con questo sentimento che colora la nostra vita di relazione e il nostro mondo interiore. Solitamente la RABBIA ci porta a reazioni istintive, improvvise, fuori dal nostro controllo razionale; rappresenta un’energia molto forte che facilmente invade il nostro campo di coscienza ordinario. La RABBIA si esprime sotto forma di azioni, reazioni, contrasti, lotte interiori vive con noi e come una maschera spesso imprigiona e ostacola il nostro essere. Ma la Rabbia in sé non è negativa; rappresenta un’energia in sospensione, un accumulo energetico di per sé non patologico, anche se nella maggior parte dei casi assume sfumature negative. Ma se riusciamo ad osservarla attraverso l’ausilio della CONSAPEVOLEZZA sarà possibile fronteggiarla, non sentendola solo un nemico da sconfiggere e diventerà gradualmente una grande opportunità di crescita e conoscenza.

I tre veleni della mente e il pensiero di Thich Nhat Hanh

Nella prospettiva buddista la RABBIA, il DESIDERIO e l’ILLUSIONE sono definiti “i tre veleni della mente”. Nel libro del Dalai Lama e Daniel Goleman si parla proprio di questo; la rabbia, il desiderio e l’illusione rappresentano stati emotivi oscuranti in quanto compromettono la capacità di giudizio e una corretta valutazione della natura delle cose, oscurando appunto il modo di essere delle cose stesse. In questi termini le emozioni oscuranti limitano la libertà dellindividuo concatenando i pensieri in un modo che ci costringe a pensare, parlare e agire in base a dei condizionamenti. Al contrario sono definite costruttive quelle emozioni che vanno di pari passo con una valutazione più corretta della natura di quanto è percepito e sono fondate su un uso sano della ragione. E’ possibile in generale affermare che non esistano in sé azioni buone o cattive e quindi non esiste il buono e il cattivo in termini assoluti; ma esiste invece il buono e il cattivo in termini di felicità o sofferenza che i nostri pensieri e le nostre azioni provocano in noi e negli altri.

Le emozioni distruttive all’interno della prospettiva della psicosintesi

Sia nella prospettiva buddista che in quella psicosintetica il tema dell’origine delle emozioni distruttive è sempre stato affrontato all’interno degli studi sull’uomo. L’essere umano è un individuo in continuo divenire, in continuo cambiamento; ognuno di noi cammina lungo un sentiero che scopre passo dopo passo e che ha come obiettivo l’autorealizzazione, la vera scoperta di Sé. Dall’infanzia alla vecchiaia sia il corpo sia la mente subiscono continue trasformazioni attraverso le esperienze fatte; ma al di là di questa osmosi, di questo continuo passaggio d’energia, esiste una sensazione di permanenza, di identità profonda e unica, una forma di credenza sacra che permette ad ognuno di noi di esistere nell’anima: il Sé. Il Sé, inteso come semplice esperienza di autocoscienza, esiste in una sfera di realtà diversa da quella del fluire dei fenomeni psichici e da quella della vita organica e non viene da queste influenzato mentre il suo influsso può modificarle entrambe. Il Sé si manifesta nella personalità attraverso l’Io, suo riflesso, il cosiddetto autore dello spettacolo della vita. L’Io insieme alla Volontà hanno la funzione di regolare e dirigere tutte le altre funzioni psichiche quali ad esempio gli impulsi, le emozioni, i desideri…. Così, anche rispetto alla Rabbia, la centralità dell’Io e la Volontà possono fare molto; il passaggio necessario per usare costruttivamente la Rabbia è infatti PASSARE DALL’OSSERVAZIONE E DALLA COSCIENZA. Impedendo ai sentimenti di rabbia di rimanere nell’inconscio e lì di incistarsi e lavorando sull’osservazione e sul dialogo con la rabbia stessa, è possibile produrre cambiamenti e avviare un processo trasformativo importante.

“Conosci, Possiedi, Trasforma”: Come lavorare con la rabbia in psicosintesi

Qualsiasi pratica psicosintetica parte dal presupposto che la nostra personalità e tutto ciò che la compone debbano essere conosciute, per poter operare dei cambiamenti al nostro interno. Per conoscenza si intende un processo di OSSERVAZIONE PROFONDA dal punto di vista del nostro OSSERVATORE INTERNO. Assagioli parla in questi termini di processo di DISIDENTIFICAZIONE attraverso il quale la persona si rende man mano sempre più consapevole della sua natura profonda al di là delle temporanee identificazioni con i vari sentimenti ed emozioni, che volta per volta si affacciano nel campo di coscienza. La rabbia è una di queste emozioni; nel momento in cui noi ne siamo catturati, possiamo parlare di vera e propria identificazione con la Rabbia. Noi diventiamo la rabbia perdendo di vista noi stessi. Ma attraverso il processo di osservazione e disidentificazione, la rabbia può diventare una maschera della quale possiamo liberarci. Non saremo più la rabbia ma avremo la possibilità di staccarci osservandola semplicemente. Successivamente la rabbia diventerà uno strumento nelle nostre mani, la sentiremo nostra e la potremo gestire. Questa è la fase del “Possiedi”. Inizieremo a poterci lavorare attraverso varie tecniche terapeutiche come il colloquio, le visualizzazioni guidate, i sogni avviando gradualmente una forma di dialogo interattivo con la rabbia che si esprimerà sempre più chiaramente. Possedere la rabbia significa arrivare a saperla gestire e utilizzare come una forza, un potenziale nelle nostre mani. La fase della “Trasformazione” rappresenta il vero e proprio cambiamento. La possibilità di trasformare la Rabbia in un’energia superiore, di qualità più elevata rispetto alla tonalità emotiva conosciuta, rappresenterà un percorso attraverso il quale la persona potrà avviare un processo di cambiamento profondo verso un modo di viversi più equilibrato e sano. “Per me essere felici significa soffrire di meno. La felicità sarebbe impossibile se non fossimo capaci di trasformare il dolore dentro di noi.” Attraverso la pratica psicosintetica possiamo essere molto facilitati nella gestione e nella trasformazione delle emozioni negative, prima tra queste la nostra Rabbia.

photo credit: paper resistance

Dott.ssa Gaia Spagnoli, psicologa e psicoterapeuta. Per consulenze psicologiche, percorsi di psicoterapia, seminari o altre richieste, puoi scriverle una mail all’indirizzo gaiapsiche@yahoo.it oppure telefonare al numero 347/7620657.

Autore

Gaia Spagnoli

Gaia Spagnoli

Psicologa e psicoterapeuta. Si occupa del disagio psicologico negli adulti e negli adolescenti. Svolge psicoterapia individuale, di coppia, familiare e di gruppo.

3 Commenti

  • […] dei boschi o dei parchi o della campagna può ridurre lo stress, migliorare l’umore, ridurre la rabbia e l’aggressività, migliorando in sintesi tutto il nostro assetto […]

  • Salve dottoressa,
    io non so che fare, sono sempre arrabbiato. più lavoro sulla rabbia e più sono arrabbiato. non mi si scioglie. ho 21 anni. faccio boxe a livello dilettantistico e mi sfogo parecchio, però poi insieme agli amici se ce da fare a botte io ci sono e ci piglio un sacco gusto. ma il problema non è quello, è che mi arrabbio per tutto con la mi ragazza. io le voglio bene, mi dispiace trattarla così. cosa posso fare, non voglio iniziare una terapia, lavoro poco e non ci sto coi soldi, di scrivere non so bono, che posso fare?

    • Armando,
      non so se ti è utile visto che sono passati due anni, però ti volevo dire che anche io ero così. mi arrabbiavo per tutto. la rabbia è come un animale selvaggio, non è educato. per me è stato come domare un cavallo selvaggio. devo dire che arrabbiarmi mi dava anche un certo gusto, mi piaceva proprio, solo he poi facevo del male ai miei cari, li spaventavo. e sento questo come profondamente ingiusto, specie con i miei figli. è stato per loro che mi ha fatto scattare la volontà di intervenire. Finchè era per mia mamma o la mia moglie, non me ne fregava, anzi ci godevo. Ma quando un giorno ho visto gli occhi terrorizzati di mio figlio, ho visto con i suoi occhi, non potevo fargli quello. e così ci ho iniziato a lavorarci.
      proprio come dice la dottoressa nell’articolo: CONOSCI
      mi sono messo a conoscere!
      Armando ti auguro il meglio. se sei ancora alla ricerca, lascia un commento, ti risponderò
      Damiano
      Perugia, Umbria, Italia

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