Psicologia

Transfert e controtransfert

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Transfert? Contro-transfert? Cosa diavolo sono?!

In estrema sintesi, possiamo definire transfert quella serie di eventi carichi di vissuti immaginativi, emotivi e cognitivi che il paziente sperimenta nelle varie fasi della psicoterapia; possiamo invece definire contro-transfert quella serie di vissuti carichi di valenze immaginative, emotive e cognitive che il terapeuta vive in risposta al transfert del paziente.

Sono entrambe esperienze che possono essere associate alla dimensione del sogno (con la differenza fondamentale che – specie nelle prime fasi della terapia – il paziente sogna un sogno di cui non è ancora padrone, mentre il terapeuta è chiamato ad osservare il sogno del paziente, il suo e le influenze che i rispettivi sogni generano all’interno della relazione terapeutica) e al concetto di iniziazione psicologica: mediante il lavoro terapeutico che si fa in seduta il paziente sperimenta una graduale crescita di consapevolezza relativamente ai contenuti ed alle funzioni presenti nella sua psiche; questo aspetto aumenta di parecchio la sua capacità di conoscere, possedere e trasformare se stesso, fino alla autentica espressione delle proprie potenzialità.

Relazione è transfert?

Tuttavia l’esperienza del transfert è universale e non può essere limitata ai soli contesti terapeutici, poiché essa avviene inevitabilmente ogni qualvolta il campo magnetico prodotto dalla nostra costellazione psicosomatica entra in relazione con un’altra costellazione. Il campo magnetico del cuore, per esempio, è 60 volte più potente di quello del cervello e si estende per circa 2 metri mezzo di distanza dal corpo. In altre parole, durante le sedute terapeuta e paziente si ospitano a vicenda nello spazio del cuore.

Questa intimità ci consente di comprendere come mai le relazioni amorosa e terapeutica sono tra le più importanti e più difficili da gestire: vicinanza e ripetizione della vicinanza determinano eventi allucinatori di forte intensità con i quali prima o poi dovremo confrontarci se vogliamo vivere bene.

Un esempio: se continuate a servirvi dall’ortolano sotto casa vostra è perché con i vostri due cervelli (conscio e inconscio) avete ben scannerizzato sia la persona che il negozio e avete valutato che per voi è una esperienza positiva. Altrimenti farete del vostro meglio pur di trovare un altro ortolano, e questo avverrà che ne siate consapevoli o meno.

Allucinazioni fondamentali

Questo fenomeno è assai amplificato all’interno di una relazione terapeutica di lunga durata, nella quale il paziente dovrebbe poter diventare consapevole delle proprie allucinazioni (almeno quelle fondamentali), allenarsi a non esserne più schiavo e costruirne altre più adatte ai suoi bisogni e desideri. Si tratta di un lavoro delicato che richiede la costruzione di una relazione terapeutica di qualità, fondata su una relazione umana di valore crescente che il terapeuta è chiamato a facilitare.

Dott. Alessandro Gambugiati

psicologo psicoterapeuta docente scrittore

Firenze, via delle Torri 34/C

Prato, viale della Repubblica 153

3285390990 www.alessandrogambugiati.net

Autore

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati lavora come psicologo psicoterapeuta specialista in Psicosintesi Terapeutica. Si occupa di disagio psicologico, a partire dai casi di più grave compromissione del funzionamento affettivo e cognitivo. Svolge anche il ruolo di docente.

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