Psicologia

La spiritualità nella stanza dello psicoterapeuta

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La prima cosa che sento di dover dire relativamente ad un tema così delicato è che il termine spiritualità (così come gli aggettivi spirituale o transpersonale) può indicare tutto e niente: è davvero possibile distinguere tra ciò che è spirituale e ciò che non lo è?

Sì perché al di la della programmazione che abbiamo ricevuto fin dalla nascita, con i concetti anima e spirito si può intendere di tutto. Mi chiedo dove è che finisce il corpo e inizia l’anima? Dov’è che finisce l’anima e inizia lo spirito? E dov’è che finisce lo spirito individuale e inizia lo spirito universale? Domande scomode, ma alle quali non possiamo rinunciare, quantomeno se cerchiamo di pensare con la nostra testa.

Quando si parla di spiritualità le definizioni diventano vaghe, fumose. Ci si trova insieme più o meno a farfugliare e a cincischiare su concetti che, data la nostra attuale scarsa evoluzione tecnologica, non possono ancora essere indagati con metodo scientifico. Eppure da queste apparentemente innocue riflessioni può dipendere il destino della nostra vita.

Anche per chi cerca di darsi un tono magistrale, la buccia di banana è dietro l’angolo: chi ci può assicurare che esista davvero una differenza sostanziale tra anima e spirito? Da dove inizia la frequenza energetica chiamata “anima”? Per alcuni la cosa è certa, ma per la mia povera mente non lo è affatto. E chi può dire, al di la delle grossolane evidenze, se quell’individuo che sto osservando sta facendo davvero qualcosa di spirituale? Magari è l’anticristo in azione, ma se non sono in grado di percepire correttamente i segnali che il suo corpo emette potrei tranquillamente scambiarlo per un santo..

La spiritualità in seduta

La maggior parte delle persone, incluso un gran numero di terapeuti, utilizza la spiritualità soprattutto per gestire l’angoscia di morte: un certo tipo di spiritualità, infatti, può essere di grande aiuto: ti offre una risposta ad ognuno dei quesiti fondamentali. Una medicina fantastica che offre numerosi vantaggi e che non ha alcun effetto collaterale! La narrazione condivisa offre un numero insufficiente di risposte alle domande degli arditi e curiosi pensatori, i quali oggigiorno dispongono di mezzi formidabili per informarsi.

Uno dei vantaggi del poter lavorare su queste tematiche all’interno delle sedute è che sono argomenti che offrono occasioni evolutive straordinarie, sia per il paziente che per il terapeuta, specialmente se la terapia è ben condotta. Lavorare su questi temi riduce nel paziente l’angoscia di morte anche senza dover reperire un intermediario nel mercato della spiritualità, rendendo possibile alla coppia terapeutica di dedicarsi con maggior impegno e serenità alla crescita e allo sviluppo della personalità quale supporto mediante il quale la parte più alta e profonda di noi può manifestarsi nel quotidiano.

L’obiettivo di qualsiasi percorso spirituale dovrebbe essere quello di coltivare un atteggiamento in armonia con le cose buone, vere e belle e il ruolo del terapeuta è quello di guidare il paziente nella scoperta di se stesso e di quelle parti che sono naturalmente connesse con gli altri esseri umani, coltivando una spiritualità diretta che non ha bisogno di intermediari.

Spiritualità come contenitore

La spiritualità finisce spesso per essere un contenitore nel quale la gente ripone tutta una serie di fenomeni. Si pensi per esempio a coloro che fanno di tutto per interpretare come sincronicità qualsiasi coincidenza curiosa: è una cosa carina quella che ti è successa, ti incuriosisce, ti fa riflettere sui massimi sistemi e molto probabilmente è davvero una sincronicità, ma perché è così importante per te chiamarla sincronicità?

Dott. Alessandro Gambugiati

psicologo psicoterapeuta docente scrittore

Firenze, via delle Torri 34/C

Prato, viale della Repubblica 153

3285390990 www.alessandrogambugiati.net

Autore

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati lavora come psicologo psicoterapeuta specialista in Psicosintesi Terapeutica. Si occupa di disagio psicologico, a partire dai casi di più grave compromissione del funzionamento affettivo e cognitivo. Svolge anche il ruolo di docente.

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