Psicologia

Sindrome di Peter Pan

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La Sindrome di Peter Pan è chiamata anche neotenia psichica.

Si tratta di una condizione psicologica nella quale il soggetto si rifiuta o è incapace di crescere, di diventare adulto.

Per essere parte integrante della comunità adulta è necessario il senso di responsabilità.

La persona responsabile

L’etimo della parola “responsabile” indica l’abilità del rispondere alle richieste dell’ambiente, della comunità.

Chi è affetto da Sindrome di Peter Pan è convinto che far parte della comunità adulta non è poi così interessante.

Talvolta il Puer percepisce il mondo degli adulti come ostile e pertanto si guarda bene dal farne parte.

Egli preferisce infatti conservare atteggiamenti e comportamenti caratteristici della fanciullezza.

Sub-personalità Peter Pan

Lo psicoterapeuta psicosintesista dovrebbe evitare le etichette sminuenti, svalutanti o peggio ancora capaci di indurre a identificazioni erronee.

Chi è temporaneamente affetto dalla Sindrome di Peter Pan può avere alcune parti influenzate da questa sindrome, ma non tutte!

Possiamo quindi parlare di sub-personalità Peter Pan, ovvero di una struttura psichica con la quale il soggetto rischia di identificarsi.

Una psicologia pratica e teorica

Le teorie dell’animo molteplice e delle subpersonalità sono state messe a punto da Roberto Assagioli nella prima metà del ‘900.

Attualmente non sono ancora state falsificate e vengono utilizzate da un numero sempre più ampio di scuole di psicologia.

La personalità sana e multipla

Lavorare su una personalità ordinariamente multipla semplifica enormemente il lavoro clinico.

Lavorare sul carattere, sulla personalità globale e su altre variabili può presentare molte più difficoltà.

Il mito della scelta razionale

Nelle culture occidentali andiamo molto fieri della razionalità che guiderebbe le nostre esistenze.

In realtà si tratta di un mito. Disponiamo infatti di 2 cervelli, di cui uno soltanto associabile alla coscienza.

L’altro cervello viene in genere chiamato “inconscio” o “subconscio”.

La parte subconscia è molto più ampia e potente di quella conscia e sembra funzionare per metafore, sogni, ecc.

Per lavorare bene con la parte inconscia dobbiamo imparare ad utilizzare la funzione immaginativa.

Possiamo quindi considerare il Puer come un archetipo capace di generare automatismi al di fuori del controllo della coscienza.

Fatti e opinioni

Se ne deduce che ognuno di noi può avere delle credenze relativamente al suo essere adulto, credenze che cedono miseramente quando andiamo ad osservare gli eventi cruciali della nostra vita.

In mancanza di una psiche rigenerata in chiave psicosintetica la personalità è destinata a passare da una identificazione all’altra.

Una psiche che si identifica è una psiche fuori controllo: oggi vogliamo una cosa, domani il suo contrario, con evidenti danni sull’autostima.

La funzione pensiero

La funzione pensiero è certamente molto importante per l’equilibrio psichico, ma deve essere integrata con altre funzioni.

Un percorso terapeutico ben condotto deve però tenere conto anche della psiche inconscia e delle metafore in essa contenute.

Dott. Alessandro Gambugiati

psicologo psicoterapeuta docente scrittore

Firenze, via delle Torri 34/C

Prato, viale della Repubblica 153

3285390990 www.alessandrogambugiati.net

Autore

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati lavora come psicologo psicoterapeuta specialista in Psicosintesi Terapeutica. Si occupa di disagio psicologico, a partire dai casi di più grave compromissione del funzionamento affettivo e cognitivo. Svolge anche il ruolo di docente.

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