Psicologia

La ricerca della vera essenza. Storia Zen: “Il maestro e lo scorpione”

Quante volte nella vita veniamo feriti ingiustamente dalle persone, dalle situazioni, da un destino apparentemente avverso di cui ci preoccupiamo. Eppure tutto ciò che accade ha un suo senso intrinseco. Tutto ciò che ognuno di noi si trova a vivere, o meglio, sceglie di vivere ha in sé un significato evolutivo intrinseco nella vera essenza di ognuno di noi.

Questa storia Zen racchiude in sé il senso di tutto questo.

” Un maestro zen vide uno scorpione annegare e decise di tirarlo fuori dall’acqua. 

Quando lo fece, lo scorpione lo punse.

Per l’effetto del dolore, lasciò l’animale che di nuovo cadde nell’acqua in procinto di annegare.

Il  maestro tentò di tirarlo fuori nuovamente e  l’animale lo punse ancora.

Un giovane discepolo che era lì gli si avvicinò e gli disse: ” Mi scusi maestro, ma perché continuate? Non capite che ogni volta che provate a tirarlo fuori dall’acqua vi punge?”.

Il maestro gli rispose:”La natura dello scorpione è di pungere e questo non cambierà la mia che è di aiutare.” 

Quindi, con l’aiuto di una foglia tirò fuori lo scorpione dall’acqua gli salvò la vita, poi rivolgendosi al suo giovane discepolo continuò:

Unknown

“Non cambiare la tua natura se qualcuno ti fa male, prendi solo delle precauzioni, poiché gli uomini sono quasi sempre ingrati del beneficio che gli stai facendo. Ma questo non è un motivo per smettere di fare del bene, di abbandonare l’amore che vive in te. Gli uni perseguono la felicità, gli altri la creano. Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione. Perché la tua coscienza è quello che sei, e la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. Quando la vita ti presenta mille ragioni per piangere,  mostrale che hai mille ragioni per sorridere.”

La vita spesso mette alla prova; il dolore a volte è così grande, improvviso che non riusciamo a rialzarci da terra. I tradimenti, la delusione che viviamo nelle nostre esistenze ci confondono, ci stordiscono, spesso ci fanno perdere di vista la direzione, l’obiettivo che avevamo scelto, la speranza.

Ma non è una sconfitta che determina un risultato.

Non è il dolore a stabilire la qualità di una vita.

Noi abbiamo la forza per rialzarci da terra e continuare a camminare.

La vita è una grande occasione per conoscerci nel profondo.  Preoccupiamoci della nostra coscienza, non della nostra reputazione.

Impariamo a perseguire ciò in cui crediamo e in cui ci identifichiamo; questo significa sperimentare la realizzazione, la soddisfazione interiore di sentirci “vivi” in quel momento, di sentirci “veri” in quella situazione.

Impariamo a chiederci:”Qual’è la mia vera essenza? ” e soprattutto a rispondere a questa domanda. E non abbiamo paura se troviamo difficoltà a farlo. E’ normale non sapere chi siamo veramente se nessuno ci ha insegnato ad interrogarci su questo, se nella vita nessun “maestro” ci ha dato l’esempio di come fare a perseguire l’Amore.

E se così fosse impariamo a chiedere aiuto a qualcuno: ad un maestro, o semplicemente ad una persona che ha iniziato prima di noi a porsi quegli interrogativi…. L’importante è cercare il senso e trovare il senso.

L’ importante è trovare mille ragioni per ridere anche se abbiamo mille motivi per piangere.

Le lacrime  cadono nel cassetto dell’esperienza. Ci aiutano a proteggerci, a comprendere meglio noi stessi e gli altri, servono per dare un senso profondo a tutto quello che riguarda il nostro sentire. Piangere non è debolezza; nel bene e nel male le lacrime sono sinonimo dell’esserci nella situazione. E se io ci sono, esisto. E se io esisto, ho un senso. E se io ho un senso, vale sempre la pena di vivere e di sorridere .

Dott.ssa Gaia Spagnoli psicologo-psicoterapeuta psicosintetico. Per info corsi, psicoterapia anche via Skype contattare il numero 347/7620657.

Autore

Gaia Spagnoli

Gaia Spagnoli

Psicologa e psicoterapeuta. Si occupa del disagio psicologico negli adulti e negli adolescenti. Svolge psicoterapia individuale, di coppia, familiare e di gruppo.

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