Psicologia

Il bisogno frustrato

Scala _Maslow_1In psicologia sono presenti molte teorie sui bisogni umani e altrettanti gli autori che si sono occupati di questo tema. La distinzione che riteniamo più utile in questa sede è tra bisogni consci e inconsci: un bisogno, infatti, può essere frustrato anche senza che noi ne conosciamo l’origine. Per esempio, può accadere che sentiamo che nella nostra vita manca qualcosa di importante ma non ci è ancora chiaro l’oggetto di questa mancanza.

I bisogni in Occidente

Una variabile di cui è necessario tenere di conto è che nella maggior parte delle culture occidentali viene promossa l’ipertrofia della funzione pensiero, la quale crea molto spesso difficoltà di relazione tra la mente e il corpo, ovvero tra ciò di cui penso di avere bisogno e l’insieme dei bisogni che realmente ho. 

Il risultato di questo squilibrio è la sopravvalutazione della razionalità, in realtà assai raramente praticata in modo adeguato, a discapito dei bisogni del corpo e della sfera emotiva: il corpo diventa così “lo sconosciuto” per eccellenza, mentre la parte emotiva è spesso costretta a mettere in crisi la persona – spesso sabotandone i progetti – a causa della incapacità della psiche ordinaria di ricevere e interpretare adeguatamente i segnali o della volontà deliberata di ignorare i messaggi che arrivano da corpo ed emozioni.

La piramide dei bisogni di Abraham Maslow (1954)

Per evitare che ogni nostro singolo bisogno finisca per essere frustrato, possiamo utilizzare come mappa “la piramide dei bisogni” di Maslow: in essa possiamo trovare una tra le più complete liste di nutrienti indispensabili per il corpo, per il cuore e per la mente.

Uno degli aspetti più interessanti messi in evidenza da Maslow riguarda “la gerarchia dei bisogni”: se infatti non riesco a soddisfare i bisogni che stanno alla base della piramide (es. bisogni fisiologici) è assai improbabile che la mia mente possa concentrarsi con serenità sui bisogni più evoluti (es. bisogno di autorealizzazione).

Bisogni, desideri e.. credenze!

Ogni bisogno viene soddisfatto o frustrato in base all’atteggiamento che abbiamo verso di esso, che è associato e codificato nella nostra mente come insieme di nuclei simbolici di pensieri, credenze, immagini ed emozioni che per noi hanno un certo valore. 

Un’altra distinzione utile per evitare che ogni nostro fondamentale bisogno finisca per essere frustrato è connessa con il distinguere tra bisogni e desideri: in estrema sintesi, dei bisogni non possiamo fare a meno, mentre invece i desideri possono aspettare. Sarebbe infatti un errore madornale dare la priorità ai desideri tralasciando la soddisfazione dei nostri bisogni!

Sessualità e benessere

Sebbene la psicoanalisi abbia sopravvalutato l’importanza della sessualità, dobbiamo comunque riconoscere a Freud di avere centrato alcune importanti intuizioni di cui l’Occidente aveva bisogno di diventare consapevole nel ‘900. Tra le intuizioni più importanti vi è infatti  l’attenzione alla sessualità non come opzione, ma come bisogno naturale del corpo che o la vive serenamente o è costretto a reprimerla spostandone le energie verso quella che Jung chiamava “ombra” o somatizzandola in tensione o psicopatologia.

In Occidente la sessualità viene appresa prevalentemente dalla pornografia e questo non giova alle nuove generazioni che hanno tutto il diritto di vivere una sessualità piena e consapevole. Come esempio positivo in questa sede possiamo accennare al tantrismo, che viene regolarmente insegnato e praticato in alcune culture tranne che nella nostra.

Autorealizzazione e benessere

Una parte considerevole del lavoro che svolgo in studio è associabile alla pratica che possiamo definire “Sviluppo del Potenziale Umano” (SPU), che consiste nella applicazione del metodo psicosintetico ai fini della crescita personale, professionale e transpersonale.

Durante l’esercizio della professione di psicoterapeuta mi capita spesso di stare in silenzio ad ascoltare racconti riconducibili alla credenza che realizzare se stessi è una possibilità, una opzione e non un bisogno fondamentale della persona. E allora cerco di utilizzare un poco del tempo a mia disposizione per sottolineare l’importanza di realizzare se stessi anche ai fini sia della salute psicologica che del benessere psicofisico, poiché ritengo che queste due variabili non siano affatto separate tra loro.

Autorealizzazione e lavoro

In una società come la nostra che pone al centro della sua scala di valori la produzione e il consumo, la realizzazione di noi stessi viene spesso associata alla realizzazione sul posto di lavoro. Tuttavia è necessario riflettere bene circa questa credenza, poiché in realtà ognuno di noi può trovare la sua personalissima via per l’autorealizzazione e questo indipendentemente dalle proprie scelte lavorative.

E’ infatti possibile realizzare se stessi in molti modi e non soltanto sul posto di lavoro. Quando parlo di questi argomenti in genere mi piace condividere la credenza presente all’interno della tradizione Sufi, secondo la quale per realizzare se stessi è possibile scegliere tra 1) avere un figlio, 2) scrivere un libro e 3) piantare un albero. Trovo che questo sia un esempio di grande efficacia e semplicità.

Dott. Alessandro Gambugiati

psicologo psicoterapeuta docente scrittore

Firenze, via delle Torri 34/C

Prato, viale della Repubblica 153

3285390990 www.alessandrogambugiati.net

Autore

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati

Alessandro Gambugiati lavora come psicologo psicoterapeuta specialista in Psicosintesi Terapeutica. Si occupa di disagio psicologico, a partire dai casi di più grave compromissione del funzionamento affettivo e cognitivo. Svolge anche il ruolo di docente.

Lascia un commento