Aforismi Psicosintesi

Alla ricerca della verità

ricerca interiore alchimia Angela M. La Sala Batà Chi di noi non si è chiesto, almeno una volta nella vita: «Chi siamo? Perché viviamo? Perché soffriamo? Dove andiamo?»
Chi può dire di non essersi mai soffermato, perplesso e stupito, di fronte ai misteri della natura e della vita e di non aver cercato di capire il segreto dell’esistenza?
L’uomo ha infatti dentro di sé l’esigenza innata di capire il significato della vita, perché è il solo degli esseri viventi ad avere la coscienza di esistere, il senso dell’io individuale e la facoltà di pensare e di porsi delle domande. Anche se per lungo tempo tale esigenza rimane inconscia e latente, tanto che (come si vede nella massa) non fa sentire la sua presenza, tuttavia essa è là, come una forza potenziale, che prima o poi, esplode nella coscienza, e spinge l’uomo inesorabilmente alla ricerca della Verità.
Non è facile, però, trovare la risposta a tutti gli interrogativi della vita, e sembra quasi che a l’uomo sia proibita la conoscenza completa della realtà. Egli riesce solo fuggevolmente, e nei momenti di maggiore illuminazione, ad afferrare qualche frammento di verità, qualche barlume di luce, che presto gli sfugge, lasciandolo più incerto e dubbioso di prima. Ed è per questo che molti studiosi e filosofi, attraverso i tempi, sono giunti ad affermare pessimisticamente che forse l’uomo non potrà mai conoscere interamente la realtà. Ma se ciò fosse vero, perché dunque vi sarebbe dentro di noi questa profonda ed innata esigenza di sapere, questa sete di ricerca, questa «ansia di Assoluto»?
Perché giunti ad un certo punto della vita proviamo un senso di vuoto, di insoddisfazione è quasi di infelicità, e sentiamo che la nostra esistenza è inutile, se non riusciamo a capire il suo segreto?
La ragione di tutto ciò è nascosta nel fatto che è in noi deve esservi qualche cosa che trascende la nostra umanità, un “quid” misterioso ma reale e potente, una scintilla divina che fa sentire la sua presenza proprio con questa aspirazione a salire, a progredire, a conoscere l’Assoluto, ad auto-realizzarsi nella sua pienezza.
È vero che l’uomo ha in sé molti ostacoli e limitazioni che sembrano impedirgli di venire in contatto con la realtà, ma ha in se anche il seme della spiritualità […] Queste non sono parole poetiche, che esprimono un’aspirazione mistica, ma […] sono parole che esprimono una realtà profonda, quella che è la base, per così dire, su cui costruire e appoggiare ogni altra conoscenza.
[…] Quindi, la prima cosa da fare, è il riconoscere che le nostre limitazioni sulla via della conoscenza sono dati dal fatto che non siamo pienamente coscienti, che siamo ancora immersi nell’oscurità e nell’ignoranza, prigionieri di illusioni e di false identificazioni con aspetti relativi e limitati della realtà.
[…] È importante tenere sempre presente la «scala d’osservazione». […] Noi esseri umani […] consapevoli solo di un breve segmento di tempo, ignari della causa che ci ha prodotti, inconsci della meta verso cui ci muoviamo, vediamo un solo frammento minimo del grande quadro della vita universale, che, preso così separatamente, e non inserito nel tutto, appare privo di significato, oppure distorto dalle nostre erronee interpretazioni. Tutte le cose prese troppo da vicino e separate dal resto dell’intero, sembrano incomprensibili e si prestano a parziali o false spiegazioni.
Se, ad esempio, ci trovassimo dinanzi a un grande mosaico che rappresenta una figura umana, e volessimo esaminarlo molto da vicino, prendendo sotto la nostra osservazione solo una parte di esso, che cosa vedremo? Vedremo soltanto alcune pietruzze colorate, ma il quadro generale, la figura umana rappresentata sarebbe scomparsa. Alla nostra scala di osservazione essa non esisterà. Possiamo quindi dire che, dal punto di vista dell’uomo, è la scala di osservazione che crea il fenomeno. Ogni volta che cambiamo scala di osservazione, o che osserviamo qualche fatto da un diverso punto di vista, incontriamo nuovi fenomeni.
E così avviene in ogni campo e per qualsiasi ricerca. Se ci sforziamo di capire un problema, una verità, una manifestazione qualsiasi della vita, esaminandola isolatamente, ed in maniera troppo analitica, separandola da tutte le relazioni e collegamenti che sono ad essa connesse, non arriveremo mai ad una soluzione o interpretazione esatta, ma sempre parziale ed illusoria. Dobbiamo quindi cercare di acquisire la capacità di visione totale, la facoltà di sintesi, e salire sempre al di là del particolare e del relativo, per scoprire l’universale, e tentare di inquadrare sempre ogni fenomeno, per quanto ci è possibile, in un tutto più grande. Questo non è facile, ma non impossibile, perché nella mente dell’uomo vi è la facoltà della sintesi, oltre a quella di analisi.

Tratto da “La ricerca della verità” di Angela Maria La Sala Batà

Autore

Gioele D'Ambrosio

Gioele D'Ambrosio

Esperto in disturbi d’ansia e dell’umore, attacchi di panico, dipendenze affettive, supporto alla genitorialità e alla famiglia. Conduce gruppi per la crescita personale, lo sviluppo della consapevolezza e della spontaneità.
Nel suo studio mette in pratica i principi della Psicosintesi Terapeutica che non si limita all’intervento sul sintomo, ma mira all’autorealizzazione dell’individuo.

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