Frontiere

Una possibile lettura del I° Canto della Divina Commedia

Persi nel buio

La selva oscura come metafora psicologicaCon gli occhi pesanti e il corpo scosso da una strana sensazione come di un brusco risveglio, vi guardate attorno. La mente vuota non riesce ancora a formulare nessun pensiero e non vi rimane che aggrapparvi a poche sgradevoli sensazioni: il terreno umido e freddo sembra ricoperto di foglie e altri detriti, mentre un muro di alberi tutt’attorno a voi blocca immediatamente la visuale. Riuscite solo a notare la radura circolare ampia circa 10 metri in cui siete apparsi. Nonostante la vegetazione che ricopre il terreno, vi pare di scorgere all’interno dell’area delle sottili linee di terra bruciata che formano uno strano disegno geometrico.

 

Tutto uguale, tutto diverso

Il cielo è fatto di una luce sinistra e di un indecifrabile colore, ma non è altro che un’immagine lontana della stessa aria stantia che, con i polmoni in gola, state provando a respirare. Alcuni animali emettono versi strazianti e lontani mentre dal basso, un boato vi raggiunge lo stomaco per scomparire immediatamente nella vostra mente.

Vi notate l’un l’altro, quattro corpi distesi sulle radici avide di una vegetazione millenaria e morente. Vi riconoscete, fratelli e sorelle strappati da casa vostra e buttati in un luogo mai visto prima. Rami contorti si allungano verso il cielo, una fitta rete caotica di braccia nodose che impedisce l’orientamento e quasi lo scorgere di una sinistra luna piena.

Nessuna immagine vi permette di ancorarvi a un qualsiasi tipo di ricordo e mentre vi toccate nervosamente i vestiti per trovare qualche traccia di voi, scoprite con orrore che oltre a non ricordare nulla non avete nessun oggetto che possa esservi utile.

Nuove identità, vecchie maschere

Riprovate a ricordare, ma alla fine, trafitti da un terrore crescente, vi alzate reagendo all’assurdità della situazione con le uniche energie che sentite di avere. Ma, benché i ricordi della vostra vita siano assenti dal panorama della coscienza, sentite che dentro qualcos’altro è presente, e, col passare di pochi secondi, lo percepite chiaramente come la vostra nuova identità.  Avete nuovi impulsi che vi spingono a formulare pensieri tipici di chi ha determinati obbiettivi: chi di voi sente un collegamento mentale con la magia arcana, inizia spontaneamente a concentrarsi per riuscire a ripescare nella memoria qualche utile incantesimo; chi sente il proprio corpo come un possente strumento da combattimento, inizia a guardasi intorno per cercare oggetti utili ad essere usati come armi; chi sente di appartenere alla Natura, inizia a fiutare l’aria, a focalizzare lo sguardo su possibili minacce circostanti e ad ascoltare i suoni attorno; chi invece ha fatto della furtività e del silenzio le sue arti, cerca subito un riparo per nascondersi nell’ombra; chi vede nella devozione un’arma invincibile, si mette in contatto col suo cuore per udire le parole del proprio dio.

 

Dal buoi senza volto della mente emerge il vostro nuovo nome…

…e ognuno di voi, secondo le proprie abilità e caratteristiche, sa cosa deve fare: studiare il luogo e capire cosa sta succedendo. Forse così avrete qualche indizio su questa nuova avventura e riuscire a conoscere il misterioso piano in cui la vita vi ha gettato.

 

Enrico Pasi, psicologo e psicoterapeuta. Per avere maggiori informazioni, visita la sua pagina personale. Per consulenze psicologiche, psicoterapia, seminari o altre richieste, puoi scrivergli una mail all’indirizzo temperanza79@gmail.com oppure puoi telefonargli al 328 5439175 

Autore

Enrico Pasi

Enrico Pasi

Psicologo e psicoterapeuta con specializzazione in Psicoterapia Psicosintetica.

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